LA PACE VIENE DA DENTRO

 

RITRATTO DI MARIA PORRINI

 

Attraverso il volto della donna, o l’atteggiamento del ragazzo,  si percepiscono nei due dipinti l’interiorità della persona  e il suo sentimento.

 I due soggetti sono molto diversi, ma uniti dalla stessa  tonalità calda, rosso-marrone, che aumenta la sensazione di vita spirituale intensa.

 Quando una forma e un colore riescono ad esprimere sentimento e spiritualità,

l’immagine diventa poesia  .

Commento di Malù Lattanzi:

In queste due opere emergono due cose a mio avviso: i colori predominanti: rosso e marrone dai quali discendono diverse sfumature: l'equilibrio e il senso di pace.

La prima cosa che mi è venuta in mente immediatamente osservandole è mio figlio, il suo

vissuto e le tre frasi che sono da anni il suo mantra:

- "È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo." - e ancora "vola solo chi osa farlo" (da La Gabbanella e il Gatto di Luis Sepulveda)

•     Dal profondo della notte che mi avvolge,

Nera come un pozzo da un estremo all'altro,
Ringrazio qualunque dio ci sia                                   "*
Per la mia anima invincibile ....

•     .....Non importa quanto stretta sia la porta, Quanto impietosa sia la vita, lo sono il padrone del mio destino:

lo sono il capitano della mia anima. (Da Invictus - Neison Mandela)

Perché ho fatto queste due citazioni anche personali? Perché ciò che mi arriva da queste due opere è un senso di equilibrio interiore raggiunto anche a fatica, (contrasti di colori comunque caldi)

Un equilibrio di chi guarda all'esterno senza farsi condizionare. Di chi sa di essere ciò che è e rispetta se stesso per primo. La propria anima, il proprio essere unico in un universo fatto di diversità arricchenti. Ognuno ha il proprio tempo, il proprio modo di vivere il passaggio su questa terra. La pace che traspare da questi due dipinti è contagiosa. Ti fa rallentare e concentrare sul tuo respiro.

Sono opere essenziali, pulite, sobrie prive di troppe contaminazioni o "rumori" a far da sfondo. Nella loro pulizia arriva immediato il messaggio.

Nella  prima  quella figura sullo sfondo una sorta di  maestro guida o divinità,  lì va all'interpretazione di ognuno, è comunque rassicurante e non disturba ma rafforza il pensiero. Ciò che conta lo abbiamo già dentro. Corriamo sempre con affanno alla ricerca di quello che può renderci felici, quando quello di cui abbiamo veramente bisogno lo abbiamo già dentro o a fianco a noi dobbiamo solo porvi attenzione ed imparare non solo ad accettarci e rispettarci, ma a valorizzare ciò che di prezioso è in ogni individuo in

quanto unico.

Nel ritratto di Maria Porrini poi tutta la serenità di un sorriso che illumina anche gli occhi.

La stessa luce a far da sfondo con quel bianco puro, quasi un'aurea.

In questo ritratto di donna io vedo molto di più, saggezza, vita vissuta, equilibrio, ma anche malinconia e fame di sapere. Accoglienza, supporto, ascolto, conforto di madre. Madre ecco la chiave.

E allora affiora alla mia mente una bellissima poesia di Pier Paolo Pasolini che a chiudere voglio condividere con voi.

Supplica a mia madre (Da Poesia informa di rosa)

È difficile dire con parole di figlio

ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la so/a al mondo che sa, del mio cuore,

ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:

è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata

alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame

d'amore, dell'amore di corpi senza anima.

Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu

sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l'infanzia schiavo di questo senso

alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l'unico modo per sentire la vita,

l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione

di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.

Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile...

Malù Lattanzi