SCENA DELL’INFERNO DANTESCO

 (Dal canto XIII dell’Inferno)

 Allor porsi la mano un poco avante,
e colsi un ramicel da un gran pruno;
e ’l tronco suo gridò: «Perché mi schiante?»


      Da che fatto fu poi di sangue bruno,
ricominciò a dir: «Perché mi scerpi?
non hai tu spirto di pietade alcuno?

 
      Uomini fummo, e or siam fatti sterpi:
ben dovrebb’esser la tua man più pia,
se state fossimo anime di serpi». 

 

 

RIFLESSO

 

Se poesia è il sentimento che suscita l’immaginazione, guardando il dipinto RIFLESSO sentiamo un senso di dolcezza perché il modo di immergere il piede nel ruscello e il riflesso stesso ci fanno immaginare una fanciulla bella e gentile. Un sentimento drammatico di pena proviamo invece osservando la SCENA DELL’ INFERNO DANTESCO dove un essere umano è racchiuso in un albero per essere torturato dalle Arpie. Lo stile realistico rafforza il sentimento.

COMMENTO DI MALU' LATTANZI

 

E raccontano che lui si trasformò

in albero e che fu

per scelta sua che si fermò

e stava lì a guardare

la terra partorire fiori nuovi

così

fu nido per conigli e colibrì

il vento gl'insegna i sapori di

di resina e di miele selvatico

e pioggia lo bagnò

la mia felicità - diceva dentro se stesso -

ecco... ecco... l'ho trovata ora che

ora che sto bene

e che ho tutto il tempo per me

non ho più bisogno di nessuno

ecco la bellezza della vita che cos'è

"ma un giorno passarono di lì

due occhi di fanciulla

due occhi che avevano rubato al cielo

un po' della sua vernice"

e sentì tremar la sua radice

quanto smarrimento d'improvviso dentro sé

quello che solo un uomo senza donna sa che cos'è

e allungò i suoi rami

per toccarla...       EROS RAMAZZOTTI

 

L'albero come metafora della vita. Grande pianta con le radici nei valori. Quest'opera da una parte mi rimanda ad un percorso che va dalle origini citate nella bibbia con Adamo ed Èva e l'albero del paradiso - dall'altra invece mi fa pensare ai giorni nostri e ciò che l'uomo sta facendo a se stesso e alla terra, (pensate all'Amazzonia) alla Crisi dei valori, alla Perdita delle radici e delle certezze.

La Terra ci regala straordinaria bellezza. Ogni luogo è diverso, particolare, incredibile. Colori, sapori, profumi,suoni. La Natura è perfetta. Sempre. Ci nutre, ci scalda, ci disseta.

La storia dell'uomo è segnata dagli alberi, venerati dagli antichi per la loro presenza, ritenuta magica, tra la terra e il cielo. Le radici dell'albero prendono il nutrimento dalla terra e lo sostengono. Anche l'uomo si nutre e pone le radici nei pensieri, nei sentimenti, nelle emozioni.

Ho sempre amato l'albero, è la metafora della vita che racchiude un pensiero olistico dove l'uomo e l'ambiente sono anelli di una catena che non si può spezzare. La sua figura, una creatura misteriosa con la brezza tra le fronde, mi ha sempre accompagnato.

Gli alberi sono diversi l'uno dall'altro ma sanno convivere in pace e in armonia. Il loro esempio ci invita all'unione dei popoli, ad apprezzare le diverse bellezze delle culture. Ci porta a riflettere sui valori spirituali, alla consapevolezza che siamo sulla Terra per creare e non per distruggere.

Da sempre, l'uomo ha cercato nel suo quotidiano, sia tramite l'esperienza materiale sia spirituale, di esprimere il personale bisogno di certezze e speranze, attribuendo valore ed importanza ad elementi che senza difficoltà potesse riconoscere e ritrovare nella propria realtà oggettiva.