Si è avvicinato alla scultura attraverso artisti altoatesini, la sua esperienza è nata nell’affrontare la scultura del blocco di materia, ma la innata sensibilità alla costruzione nel rigore lo portano dopo aver apprezzato ed ammirato artisti come Modigliani e i Cubisti a sperimentare, a trattare la figura umana anche se in legno o cemento con una spiccata ironia.
Ma è il bianco il suo punto di arrivo, la soddisfazione ottenere le forme dai chiari scuri che emergono alla luce del giorno o della sera. Con la emozione di vedere sempre qualcosa di nuovo apparire. La sua è una ricerca della vita nella materia, anche materiali poveri come il cemento cellulare, o nella pietra leccese o nei legni anch’essi bianchi, affinché l’armonia creata dalle forme non venga distolta dalla struttura lignea.
Non siamo in presenza della scultura tradizionale, ma dell’opposto. Tomba parte dall’intimo realizzando la tecnica che chiama del “Contro senso” la scultura che dall’interno va all’esterno. Invece di togliere la materia, alla ricerca della forma, Tomba procede al contrario assume elementi per giungere alla forma. Strati su strati che realizzano gli elementi in un meccanismo compositivo.Una ricerca minuziosa di forme si aggiungono e si tolgono secondo l’estro, il momento artistico che coinvolge la logica quasi matematica che poi permette di realizzare di ricreare le sue figure femminili.