Guido Rotondo

Guido Rotondo, casertano, raffigura scorci di paesi e monumenti immersi in una luce sempre vivida, con cieli tersi e puri, chiaroscuri precisi e tondi,  frammenti casertani isolati rappresentati con amore e malinconica lontananza.

Guido Rotondo da piccolo si divertiva a disegnare copiando dalle scatole di latta di caramelle ecioccolatini del Caffè dello zio. Non ebbe la possibilità di studiare “Belle Arti” a Napoli e dovette accontentarsi di studiare ragioneria nella Reggia di Caserta.

Dopo una lunga “astinenza” decise di imparare a dipingere ad olio e finì che i colleghi del Tesoro e non solo cominciarono a commissionargli dei lavori: era completamente autodidatta.

Nel 1999 ebbe l'opportunità di allestire una personale nella Città di Caserta e Carlo Alberto Sciascia scrisse:” I frammenti del reale, colti nei viaggi da Guido Rotondo si addensano in una visione serena e pacata che raccoglie il fruitore per cullarlo con il canto della natura, mentre le immancabili sovrapposizioni mentali, frutto di esperienze vissute, sembrano disperdersi tra i tenui cromatismi dell'ampio abbraccio...la verità inaccessibile tesse un'invisibile trama, che sintonizza l'opera con il sogno e riesce difficile ogni “aggiustamento”dei propri ricordi per l'artista, mentre tutto si disperde nelle coordinate concrete di spazio e tempo”.

Nel 2011, anno del 150° della nostra Italia, ha dedicato una personale ai giardini della Reggia di Caserta e Alessandro Manna ha scritto:” Guido Rotondo casertano, che i casi della vita hanno portato in Brianza, raffigura da lontano una sorta di collezione delle nostre eccellenze monumentali immerse in una luce sempre vivida, con cieli tersi e puri, chiaroscuri precisi e tondi, scorci briosi... Frammenti casertani isolati e rappresentati con amore, benevolenza, malinconica lontananza.”